Ambiente e territorio


Nel primo millennio a.C. iniziò la colonizzazione dell'Oltrepò collinare dal golfo di Tigullio da parte di popolazioni galliche e liguri. Queste si spinsero attraverso le valli dell'appennino ligure fino alla pianura Padana stanziandosi tra Casteggio e Retorbido. A partire dal 238 a.C. i Romani conquistarono progressivamente la zona e fondarono numerosi centri abitati. Con il decadere dell'Impero Romano di Occidente, l'Oltrepò subì nuove invasioni tra le quali ricordiamo in particolare la distruzione di Iria (l'attuale Voghera) condotta dall'esercito di Attila. A partire dal X secolo d. C. il territorio fu suddiviso amministrativamente in feudi da parte di quattro famiglie gentilizie: Malaspina, Dal Verme, Beccarla e Visconti. L'Oltrepò seguì poi le vicende storiche e politiche del Ducato di Milano, da cui fu staccato nel 1743 in seguito al trattato di Worms, infatti Maria Teresa d'Austria cedette tutto il territorio al Re di Sardegna. Questa regione venne quindi sottratta al controllo politico di Pavia entrando a far parte del territorio piemontese sotto la sovranità di casa Savoia e diventando provincia con capoluogo Voghera. Nel 1860 con l'Unità d'Italia l'Oltrepò tornò ad essere definitivamente pavese
L'Oltrepò Pavese conosciuto anche come "Vecchio Piemonte" è una delle tre aree territoriali della provincia di Pavia con caratteristiche proprie, insieme a Pavese e Lomellina. L'Oltrepò pavese è un cuneo di territorio lombardo che si insinua fra l'Emilia e il Piemonte, confinando con le province di Alessandria e Piacenza. Diviso dal resto della provincia di Pavia dal Po, si estende per circa 1100 kmq dei quali un terzo sono di pianura e il restante due terzi sono ripartiti fra collina e montagna con una piacevole varietà di ricchezza di paesaggi. Settantotto sono i suoi Comuni, ognuno dei quali reca con sé un patrimonio storico artistico e culturale soprattutto con i suggestivi borghi medioevali, le torri e i castelli.

  Pianura
La zona di pianura, con un'area di 310 kmq, si estende a mo' di mezzaluna tra il margine collinare e il Po, restringendosi da Ovest a Est dai circa 16 km che separano il fiume Rivanazzano ai circa 4 km della "Stretta di Strabella". Le estreme propaggini plioceniche delle basse colline affondano sotto i terreni alluvionali nei quali il passaggio dalle alluvioni più antiche a quelle più recenti non è sempre riconoscibile: manca infatti l'alto terrazzo del piano diluviale generale che invece si innalza per vari metri sulla riva sinistra del Po. Il clima in queste zone di pianura si presenta con una umidità elevata, la quale si manifesta talvolta sotto forma di nebbia, specialmente nelle notti e nelle prime ore del mattino lungo i corsi d'acqua. La vegetazione comprende soprattutto pioppeti. I terreni sono fertili e in parte irrigui ma tutti seminativi con alta produzione di cereali e prodotti ortofrutticoli.

  Collina
La zona di collina ha una estensione di 464 kmq (il 42 % dell'Oltrepò pavese) e raggiunge una altitudine di circa 600 m sul livello del mare.  Il clima è del tipo temperato, con in particolari periodi dell'anno, elevate escursioni termiche,  manca un vero periodo di attività primaverile e le precipitazioni atmosferiche sono riscontrabili in quasi tutto l'arco dell'anno, con piogge abbondanti soprattutto in Autunno.
La vegetazione comprende oltre ai campi coltivati boschi di querce, carpini, ontani e frassini. L'aspetto più importante che caratterizza e distingue la zona collinare è la sua straordinaria capacità produttiva particolarmente vocata per la produzione di vini bianchi ma anche rossi corposi e dal sapore pieno. Con i suoi 16.000 ettari di vigneti l'Oltrepò costituisce una realtà unica in Italia

   Montagna
Dei 1098,15 kmq costituenti l'area dell'Oltrepò pavese 325 kmq appartengono alla zona di montagna. Essa comprende l'alta valle dello Staffora, la val Trebbia e la val Tidone. Il crinale appenninico culmina nel monte Chiappo (1699 m) e la dorsale sinistra prosegue con il monte Rotondo (1568 m), il monte Garave (1549 m) e il monte Bogleglio (1491 m). L'altro dorsale dal monte Lesima (1724 m), la cima più alta dell'appennino pavese, con direzione Nord tocca il monte Tartaro (1683 m), il monte Terme (1551 m), il Cima Colletta (1493 m), il passo del Brallo (951 m) il piu' alto comune della provincia di Pavia e prosegue con il monte Penice (1460 m).
Infine ad Ovest troviamo il monte Alpe (1260 m) riserva parziale bio-genetica.
Per quanto riguarda gli sport invernali, alcune località quali monte Penice e monte Chiappo sono dotati di impianti e strutture sciistiche.